CREVAL

CYBER JUMANJI CASE STUDY – Intervista al Responsabile Servizio Security e Business Continuity di Creval

Il Cliente: Il Credito Valtellinese, o Creval, è una banca popolare fondata a Sondrio nel 1908 che originariamente ha perseguito un modello di sviluppo legato alla valorizzazione dei territori di radicamento storico. A partire dagli anni ’90 del Novecento, ha realizzato un considerevole salto dimensionale attraverso l’acquisizione di altre banche locali. Dal 2021 fa parte del Gruppo Crédit Agricole Italia.  

 

Creval è una realtà con un importante livello di maturità nella gestione dell’Information & Cyber Security in generale e, nello specifico, nella gestione degli eventi di crisi. Ha testato numerose volte le proprie procedure con modalità ed approcci “tradizionali”, quali ad esempio le simulazioni in Role Play Table Top. Successivamente, il Cliente ha stretto una collaborazione con la divisione di Advisory del Gruppo Innovery e testato le proprie procedure attraverso la soluzione Cyber Jumanji. 

 

BIO  

Intervista con Claudio Brisa Responsabile Servizio Security e Business Continuity di Creval.  

 

Febbraio 2020  

 

Domanda 1: Come hai conosciuto Jumanji? 

L’ho conosciuto su forum professionali con focus riguardante i temi della business continuity 

  

Domanda 2: Cosa ti ha spinto a scegliere questa tipo di simulazione? 

L’elemento di novità nell’esecuzione di un’attività solitamente ritenuta noiosa e poco stimolante con una piattaforma che si presentava come innovativa e con contenuti forti in termini di misurazione e certificazione della simulazione. 

  

Domanda 3: Su quale procedura avete svolto la simulazione? 

La procedura di attivazione del piano di continuità operativa per il servizio di home banking della banca. 

  

Domanda 4: Avevate mai testato questa procedura prima e, se si, come? 

Non nello specifico; abbiamo già eseguito attività di test più generiche sullo scenario NO TECHNOLOGY in modalità “table top exercise” con i referenti di business dei processi critici e la parte IT. 

  

Domanda 5: Quali sono le grandi differenze, anche in termini di risultati, tra le due modalità di esercitazione? 

Sicuramente misurabile in termini di partecipazione e coinvolgimento di tutte le risorse che hanno partecipato oltre che l’effettiva mole di dati oggettivi che la piattaforma misura e permette di presentare quale risultato dell’attività. 

  

Domanda 6: Quanto è stata realistica la simulazione rispetto ad un evento reale? 

Direi a un buon livello di realismo considerato che, nella fase preparatoria, abbiamo creato tutta una serie di condizioni che possano essere paragonabili ad un ipotetico scenario reale di crisi. 

  

Domanda 7: Quale è stato il livello di coinvolgimento pratico ed emotivo del team durante la simulazione? 

Molto alto: come detto, è tra gli aspetti più positivi dell’uso della soluzione. 

  

Domanda 8: Quali sono stati i risultati maggiormente significativi che avete raggiunto? 

La possibilità di avere una vista concreta dei flussi operativi della crisi e in generale la rappresentatività del caso apprezzata anche dagli altri colleghi. 

  

Domanda 9: Come descriveresti l’esperienza con Jumanji? 

Un’esperienza estremamente coinvolgente e in parte anche “divertente” 

  

Domanda 10: È vostra intenzione estendere la simulazione anche ad altre procedure? 

Stiamo valutando di farlo anche per altre situazioni come verifica di aderenza alle recenti norme cogenti. 

  

Domanda 11: Consiglieresti il servizio anche ad altri? E, se si, perché? 

Assolutamente si per tutti i motivi che ho spiegato nelle precedenti domande; su tutti: alto coinvolgimento, elevato ritorno di informazioni su procedure che sono solo documenti scritti fino al momento in cui non li devi applicare nella realtà.  

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